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Cornèr Forex

Published on 09.22.2017 08:47
Support and Resistance
Currency Sup. 3 Sup. 2 Sup. 1 Opening Res. 1 Res. 2 Res. 3
EUR/CHF   1.142  1.148  1.1535  1.1587  1.1605  1.168  1.175
EUR/USD   1.184  1.1865  1.194  1.196  1.2035  1.209  1.215
GBP/USD   1.327  1.344  1.354  1.357  1.3625  1.367  1.3805
USD/CHF   0.957  0.962  0.967  0.9687  0.9745  0.979  0.9815
USD/JPY   110.20  110.65  111.05  111.95  112.20  112.75  113.60
Activity Overnight

Giornata dai due volti per il dollaro quella di ieri con la divisa americana che ha si mantenuto i guadagni “post” riunione FED nei confronti di diverse valute ad alto rendimento o legate alle “commodities” come AUD, NZD e TRY nonché rispetto allo JPY ma ha nuovamente corretto al ribasso sulla moneta unica e sulla sterlina. Quest’ultima dopo una sessione “calma” ha visto un rapido apprezzamento con il mercato che ha “pareggiato” le proprie posizioni in vista del discorso sulla “Brexit” che il Primo Ministro T. May terrà oggi a Firenze. Si specula che possa contenere dettagli che favoriscano un approccio più collaborativo con l’Unione Europea. L’euro, invece, ha tratto vantaggio da motivi tecnici con la mancata rottura del primo importante supporto tra 1.1840 e 1.1860 risalendo fino agli attuali 1.1970. Oltre 1.2035 l’obiettivo ritorna ad essere il massimo dell’8 settembre scorso a 1.2092 mentre solo una chiusura sotto 1.1900 rilancerebbe la possibilità di una correzione ribassista. Come detto AUD e NZD, in particolare, hanno generalmente “sofferto” con la divisa australiana spinta al ribasso prima dal “taglio”, da parte di S&P’s, del rating della Cina (primo partener commerciale) da AA- a A+ (primo taglio dal 1999) e in un secondo tempo dalle parole di RBA (nessuna fretta di alzare i tassi anche se altre banche centrali iniziassero un ciclo di rialzi). Sul NZD permane, invece, l’incertezza sulle elezioni che si terranno sabato 23 settembre. In rialzo il “cross” EURCHF che ha toccato 1.1605 per  poi consolidare, comunque,  tra 1.1560 e 1.1590 malgrado, in Asia, abbiamo avuto una maggior “avversione al rischio” con le nuove minacce della Corea del Nord per un “test” missilistico all’idrogeno nel week-end in risposta alle affermazioni americane. Lo JPY  ha marginalmente e generalmente corretto al rialzo. Infine la banca centrale sudafricana ha mantenuto invariati i tassi d’interesse al 6.75% con il mercato che stimava un taglio di 25 punti base e conseguente rafforzamento, anche se limitato, dello ZAR. Note positive dal NOK (tassi invariati a 0.50% ma approccio più restrittivo da parte dell’istituto centrale) così come dal CAD con il petrolio in salita a $50.75 (barile WTI). Oro sempre sotto $1300 con un minino a $1228.20.

 

European market

Apertura europea che si conferma sui livelli raggiunti in Asia. Il calendario economico presenta alcuni dati interessanti sia in Europa che in America ma l’attenzione si concentrerà sulle elezioni tedesche (non sono attese sorprese) e sull’evoluzione della crisi con la Corea del Nord come sempre “fattore” di incertezza del week-end.